Mons. Héctor Aguer: «La continuità nel Magistero della Chiesa è fondamentale»

L’arcivescovo di La Plata, Argentina, in una lettera ai suoi presbiteri, ha spiegato che l’Amoris laetitia di Francesco non può essere interpretata come rottura del Magistero dei papi precedenti: i divorziati che si risposano civilmente non possono essere ammessi alla Santa Comunione.

Sabato 25 giugno 2016 — Con una lettera inviata ai sacerdoti della diocesi, Mons. Héctor Aguer, vescovo di La Plata in Argentina, ha specificato che l’esortazione apostolica Amoris laetitia non può essere interpretata in rottura con il Magistero precedente per quanto riguarda l’accesso all’Eucaristia per i divorziati-risposati. Alla missiva il vescovo ha allegato la famosa nota della Congregazione della Dottrina della Fede del 14 settembre 1994: Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica circa la ricezione della comunione eucaristica da parte dei fedeli divorziati risposati.

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Ecco una nostra traduzione della missiva inviata da Mons. Aguer:

«Ai sacerdoti dell’Arcidiocesi de La Plata:

Al fine di una corretta interpretazione dell’Esortazione post-sinodale Amoris laetitia vi invio questa lettera della Congregazione della Dottrina della Fede, del 14 settembre 1994, in cui si ratifica l’insegnamento di San Giovanni Paolo II nella sua esortazione Familiaris consortio del 1982.

La continuità nel magistero della Chiesa è un dato fondamentale. Lo stesso Papa Francesco ha sminuito le conclusioni che alcuni danno del numero 301 del testo [Amoris laetitia], tanto più di una nota a piè di pagina. Nel punto preciso che lì si tratta dobbiamo attenerci all’invariabile disciplina della Chiesa, che nella lettera della Congregazione della Dottrina della Fede appare attentamente argomentata, dodici anni dopo Familiaris consortio.

La mancata ricezione dell’Eucaristia da parte dei divorziati risposati implica che dobbiamo occuparci di loro con particolare sollecitudine; costituiscono una della “periferie esistenziali” di cui parla frequentemente il Sommo Pontefice. Nella nostra arcidiocesi il Movimento “Camino a Nazareth” può essere un valido strumento di integrazione e di cura.

Mando cordiali saluti a tutti».

FONTE: sinodo2015.lanuovabq.it

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