L’apostasia dell’Occidente scatena le persecuzioni

Quanti tra i fedeli, i parroci o i vescovi sono consapevoli dell’aggressione, non soltanto fisica, ma anche culturale, a ciò che resta della civiltà cristiana? Molto pochi. La Nuova BQ pubblica ora un libro di Marta Petrosillo che spiega le dimensioni della tragedia.

Quella che segue è la prefazione al nuovo libro della Bussola, Perseguiteranno anche voi, scritto da Marta Petrosillo, portavoce per l’Italia dell’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre. Si tratta di un’opera importante per comprendere il fenomeno della persecuzione anti-cristiana nel mondo, oggi più attuale che mai.

img-_antImgeCommerceLibri-_LIBRONBQPERSEGUITATILo scenario drammatico, così ben delineato da Marta Petrosillo nel suo agile e completo studio, induce a qualche riflessione soprattutto sulla consapevolezza della tragedia in corso da parte del cosiddetto “mondo cattolico”.

Quanti tra i fedeli, i parroci o i vescovi sono consapevoli dell’aggressione, non soltanto fisica, ma anche culturale, a ciò che resta della civiltà cristiana e di conseguenza a ciò che resta della civiltà umana?

Le scarse informazioni che circolano inducono a circoscrivere il fenomeno a episodi isolati. La chiesa incendiata in Nigeria, l’uccisione di cristiani in Medio Oriente, l’abbattimento delle croci in Cina, la cappella profanata in Spagna, sono tutti episodi che se non inseriti in un quadro generale, come avviene in questa pubblicazione, non sono sufficienti a far comprendere cosa sta succedendo.

L’estensione a livello mondiale della persecuzione anticristiana, la sua feroce aggressività e la sua durata nel tempo dimostrano che stiamo vivendo in una epoca di persecuzione. Una epoca iniziata nel secolo scorso, il secolo di morte, come lo definì San Giovanni Paolo II. Epoca che coincide con la grande apostasia dell’Europa.

La persecuzione accompagna costantemente la vita della Chiesa e non può essere altrimenti. «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia (…). Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15,18-20). Soltanto un cristianesimo edulcorato e ridotto a “buonismo”, può ignorare una affermazione così inequivoca del Fondatore.

Assodato, quindi, che si tratta di una costante, sia nella vita del singolo cristiano che nella vita storica della Chiesa, bisogna anche osservare che l’intensità della persecuzione è diversa a seconda delle condizioni storiche della società stessa.

In una società la cui struttura giuridica sia ispirata al diritto naturale e alla dottrina sociale, che a scanso di equivoci non è una società di santi, essa è a bassa intensità. Non è escluso che anche in una società del genere abbiano luogo persecuzioni, ma non possono che essere circoscritte a singoli episodi.

Nel caso, invece, di apostasia sociale, ossia in presenza di regimi politici basati su principi antinaturali e quindi anti-cristiani, abbiamo la persecuzione ad alta intensità. Le grandi stragi del secolo scorso e quelle contemporanee sono il frutto velenoso dell’apostasia della civiltà occidentale.

Anche le persecuzioni che si sono scatenate in aree culturali che non fanno parte dell’Occidente, un tempo cristiano, dipendono a mio avviso da questa apostasia. Non ci sono più governi che avendo a cuore la sorte delle minoranze cristiane, ne garantiscano la difesa e la protezione.

L’auspicio è che la diffusione e la lettura dello studio di Marta Petrosillo, contribuiscano alla crescita di consapevolezza del “mondo cattolico” e di quello degli uomini di buona volontà, affinché dalla lamentela e dalla condanna generica si passi all’azione per la ricostruzione “di una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio” (Giovanni Paolo II, Loreto, 11 aprile 1985).

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