Verità e misericordia

San Massimiliano Kolbe era convinto che tra i nemici mortali del cattolicesimo ci fosse la massoneria ed era altrettanto persuaso che nel gruppo dirigente massonico la componente ebraica fosse importante. Si batté con forza denunciando tali acerrimi avversari della Chiesa e per condurre efficacemente questa battaglia diede vita alla Milizia dell’Immacolata e alla “Città dell’Immacolata”. Eppure, quando i nazisti entrarono in Polonia — ricorda Vittorio Messori nel suo Pensare la storia (Sugarco, 2006) — migliaia di ebrei cercarono rifugio proprio presso P. Kolbe, che li accolse come fratelli. Anche per questo, il futuro santo venne internato nel campo di concentramento di Auschwitz, insieme a tanti ebrei, e qui offrì la sua vita chiedendo e ottenendo di prendere il posto di un ebreo padre di famiglia condannato a morte. Questo è «vero cattolicesimo», ricorda Messori, capace di un confronto leale, aperto e anche duro in difesa della verità ma al contempo capace di spalancare le braccia per abbracciare le persone con le cui idee si è battagliato.

FONTE: iltimone.org

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