La famiglia controversa (nella Chiesa)

È un libro scritto a quattro mani da Lorenzo Bertocchi e Matteo Matzuzzi, esperti di Chiesa e di informazione. Uno strumento necessario per rileggere soprattutto la storia dei due Sinodi, quello straordinario del 2014 e quello ordinario del 2015 sulla famiglia.

di Marco Tosatti (10-06-2016)

La famiglia controversa. È il titolo di un libro, non lungo ma certamente illuminante per capire. Capire la Chiesa di oggi, con le sue tensioni, che maturano da decenni, e il desiderio di revanche di alcuni uomini e tendenze che la gigantesca personalità di Giovanni Paolo II e il rigore logico e teologico di Benedetto XVI avevano consegnato a un’epoca – il post concilio – di turbolenze di crisi.

fam-contrÈ un libro scritto a quattro mani da Lorenzo Bertocchi e Matteo Matzuzzi, esperti di Chiesa e di informazione. Uno strumento necessario per rileggere soprattutto la storia dei due Sinodi, quello straordinario del 2014 e quello ordinario del 2015 sulla famiglia.

Uno dei meriti di questa opera, agile e scorrevolissima (editore Castelvecchi, 134 pagine, 14.50 euro) è quella di mettere in fila, dando così un senso, a tutti gli episodi, talvolta apparentemente sconnessi, che hanno segnato questo capitolo della storia della Chiesa. In maniera rigorosa, senza nulla o quasi nulla concedere a indiscrezioni e notizie di back stage, se non garantite al limone; e preoccupandosi, sempre, di non perdere di vista il filo principale del racconto, per fare in modo che tutti i pezzi trovassero un senso, nel disegno. Che di disegno si tratta, preparato e gestito, dai suoi prodromi, nell’ottobre 2013, fino all’Amoris Laetitia che è storia di questi giorni.

Molto lucidamente gli autori sottolineano che di vera battaglia si è trattato, e ancora si tratta; qualche cosa che va oltre il (non) semplice problema della comunione a persone divorziate e risposate civilmente. “Una contesa tra chi, dentro e fuori i sacri palazzi a una certa legge ancora ci crede, e chi invece ha sostanzialmente abdicato per approdare a quella regnante nel nostro tempo”.

Il problema è il ruolo, e l’importanza dei sacramenti, e in particolare a confessione ed eucarestia, per chi è cattolico. Se sia lecito, credendo che l’Ostia sia qualche cosa di diverso da una sfoglia di grano, riceverla sempre e comunque. E se sia la propria coscienza personale l’arbitro ultimo o quasi in questa vicenda.

Chi ha seguito, come chi scrive, professionalmente la saga del Sinodo, nei tentativi di censura e di versioni accomodanti da parte dell’informazione ufficiale, consiglia la lettura di questa opera, per capire e per interpretare molto di quello che sta accadendo ancora adesso.

E in particolare vi raccomando la storia narrata a pagina 13, una storia di amore. Una donna lasciata sola con i figli piccoli, dal marito, che vent’anni dopo viene a sapere che lui sta morendo, solo, in uno scantinato a Milano. Prende l’aspettativa dal lavoro, e va ad assisterlo fino alla fine, per poi tornare alla sua vita di prima. E non è un film (anche se meriterebbe di diventarlo), ma è realmente successo, a una donna che credeva davvero nel matrimonio.

FONTE: lastampa.it

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