Nessuno ha fatto più della Chiesa contro la pedofilia. Ripassino per il produttore de “Il caso Spotlight”

Michael Sugar dal palco degli Oscar (migliori film) ha chiesto a papa Francesco di «proteggere i bambini». Evidentemente si è «fossilizzato sul passato».

di Leone Grotti (02-03-2016)

Il caso Spotlight ha vinto il premio Oscar come miglior film dell’anno. Al momento di ritirare la prestigiosa statuetta, il produttore cinematografico Michael Sugar si è sentito in dovere di rivolgersi così al Vaticano: «Questo film ha dato voce ai sopravvissuti, e l’Oscar amplifica questa voce. Speriamo diventi un coro, capace di risuonare fino al Vaticano. Papa Francesco, è venuto il tempo di proteggere i bambini e restaurare la fede».

PRETI PEDOFILI. Quello dei preti pedofili è un vero scandalo ed è per questo che Benedetto XVI prima, e papa Francesco adesso, hanno messo in campo sforzi senza precedenti per evitare che i crimini vengano coperti, punire i colpevoli e impedire che nuovi abusi si verifichino. In più, entrambi hanno denunciato le colpe dei sacerdoti e chiesto perdono (basta leggere le ultime dichiarazioni del cardinale George Pell), alle vittime e non solo, per gli errori commessi. Detto questo, l’appello di Sugar è davvero fuori luogo e forse è il caso di ricordare al premuroso produttore che il Vaticano ha fatto più di qualunque Stato al mondo per contrastare il fenomeno.

PRETI SANZIONATI. Negli ultimi 10 anni oltre 3.000 preti sono stati sanzionati: più di 850 sacerdoti sono stati sospesi a divinis, cioè ridotti allo stato laicale, altri 2.572 hanno subìto pene minori come il ritiro perpetuo a vita di penitenza e preghiera. Solo nel 2013, 43 chierici sono stati laicizzati e ad altri 358 sono state inflitte sanzioni. Benedetto XVI è stato il primo Papa nella storia della Chiesa a incontrare vittime di abusi (in America, Australia, Germania, Regno Unito, Malta) e nel 2010 ha varato le modifiche alle “Normae de gravioribus delictis” dello Stato vaticano, portando la prescrizione del reato di pedofilia da dieci a vent’anni, a partire dal compimento della maggiore età della vittima. Attualmente, non esiste nessuno Stato al mondo con leggi così severe nei confronti della pedofilia. Anche per chi scarica materiale pornografico sono state introdotte pene severissime, che non hanno pari in alcuna legislazione statale al mondo. Nel 2011, inoltre, è stata inviata una circolare della Congregazione per la dottrina della fede a tutte le diocesi per aiutarle a dotarsi di linee guida nel trattamento degli abusi sui minori.

«TOLLERANZA ZERO». Come dichiarato nel 2014 anche dall’ex osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, monsignor Silvano Maria Tomasi, «guardando alla Chiesa, non si può rimanere fossilizzati sul suo passato. L’evoluzione avvenuta con la promulgazione di nuove leggi, di istruzioni ai vescovi del mondo, l’attenzione data alle vittime e simili prese di posizione mostrano chiaramente che una nuova cultura di tolleranza zero verso gli abusi sui minorenni è entrata in vigore».

LE PAROLE DI FRANCESCO. Il produttore de Il caso Spotlight è uno di coloro che sono evidentemente rimasti fossilizzati sul passato. Anche per quanto riguarda il suo richiamo a papa Francesco. L’attuale pontefice l’anno scorso ha dichiarato che quando un prete abusa di un bambino è come se «facesse una messa nera» e che «non c’è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori». Più volte ha incontrato le vittime senza nascondere che «mi vergogno per gli abusi dei preti, anche Dio piange».

COMMISSIONE E TRIBUNALE. Il Papa però non si è limitato alle dichiarazioni e nel giugno del 2015 ha stabilito che “l’abuso d’ufficio episcopale”, quello ad esempio di chi copre denunce di abusi da parte di ecclesiastici, è un reato canonico. Inoltre, ha istituito un tribunale ad hoc per i reati di pedofilia, come richiesto dal cardinale Sean Patrick O’Malley, presidente della Commissione per la tutela dei minori istituita proprio da Francesco.

IL “CAVALLO” SUGAR. Il signor Sugar è a conoscenza dei passi che sono stati fatti? Il signor Sugar sa che secondo le statistiche le istituzioni cattoliche restano il luogo «più sicuro al mondo» per un minore, come dettagliato nel libro Pedofilia. Un battaglia che la Chiesa sta vincendo, che riprende i dati del John Jay College di New York, uno dei più importanti centri di criminologia al mondo, e della City University of New York, tempio del politicamente corretto? Forse non lo sa, oppure finge di non saperlo. In entrambi i casi, anche per il produttore hollywoodiano vale la metafora del monsignor Tomasi: «Tra le professioni, il clero cattolico ha la più bassa percentuale dei soggetti che perpetrano abusi su minorenni. Inoltre, nessun’altra organizzazione o istituzione ha fatto tanto quanto la Chiesa [contro gli abusi]. Si può portare il cavallo all’abbeveratoio ma non si può forzarlo a bere».

FONTE: tempi.it

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