In Messico un esempio di “comunione” per divorziati-risposati

Nella capitale del Chiapas il Santo Padre ha ascoltato anche la testimonianza di quattro famiglie, ognuna di loro in qualche modo “ferita”. Tra queste coppie anche Humberto e Claudia, risposati civilmente, lui era celibe, lei divorziata.

Si avvicina a grandi passi la pubblicazione dell’esortazione post-sinodale di Papa Francesco, nel frattempo un episodio accaduto durante il viaggio apostolico in Messico aggiunge un piccolo tassello al dibattito sull’accesso dei divorziati risposati all’eucaristia.

Nella capitale del Chiapas il Santo Padre ha ascoltato anche la testimonianza di quattro famiglie, ognuna di loro in qualche modo “ferita”. Tra queste coppie anche Humberto e Claudia, risposati civilmente, lui era celibe, lei divorziata.

Senza alcuna richiesta di poter fare la comunione, i due hanno offerto una autentica testimonianza di fede sincera. «Come divorziati-risposati non possiamo accedere all’Eucaristia – ha detto Humberto a nome anche della moglie -, ma la comunione la troviamo nel povero, nel malato, nell’abbandonato». Un esempio limpido di verità su sé stessi e di amore a Cristo.

Da 3 anni fanno parte di un gruppo di divorziati-risposati seguito dalla Chiesa, si sono sentiti accolti nella misericordia del Signore e questo “ha cambiato la nostra vita.” Con questo cambiamento la coppia si è poi avvicinata all’impegno nel volontariato, vicino ai malati e ai detenuti.

humberto-e-claudia-e1455725789395Papa Francesco si è rivolto a loro con queste parole: “E voi vi siete fatti coraggio, e voi pregate, voi state con Gesù, voi siete inseriti nella vita della Chiesa. Avete usato una bella espressione: ‘Noi facciamo comunione con il fratello debole, il malato, il bisognoso, il carcerato’. Grazie, grazie!”

L’esempio di Humberto e Claudia è sicuramente molto bello, e capace di fornire una risposta concreta a quel punto della Relatio Synodi in cui si dice che è necessaria una maggiore “integrazione” nella Chiesa di queste coppie di divorziati risposati. Il loro percorso è senz’altro “secondo l’insegnamento della Chiesa”. (LB)

FONTE: sinodo2015.lanuovabq.it

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