“Entrerò nella tua Casa; mi prostrerò con timore nel tuo santo Tempio”

La porta della chiesa-edificio è l’introduzione simbolica ad un nuovo mondo: prima di essa c’è la confusione della piazza, dopo di essa la pace del tempio che vuole anticipare il futuro celeste. Attraversare la porta della chiesa-edificio ha questo significato. Se sostituiamo tale significato con altri abbiamo rovesciato il Cristianesimo: scambiato Dio con la terra, la grazia con un’attività mondana.

di Pietro C. (23-12-2015)

Da altre parti di questo blog ho già parlato del formidabile valore simbolico che la chiesa-edificio ha per il cristiano che vi entra con l’intenzione di pregare Dio.

Bisogna tornare su questo tema e insistervi perché gli odierni tempi sono odiosi e tutto congiura contro le antiche e venerabili tradizioni con le quali da sempre si ha nutrito la pietà cristiana.

Dio abita ovunque, questo è assodato, nel senso che la sua presenza da vita e sostiene ogni angolo remoto del cosmo.

Ma l’uomo è un essere fragile il cui spirito tende a disperdersi nei beni della terra e a dimenticare il Creatore. Per questo motivo esistono le chiese, ossia luoghi particolari nei quali si compie un culto a Dio, ci si ricorda della sua esistenza. Prescindiamo un attimo dal fatto che questo culto si è spesso corrotto ed è divenuto una kermesse, una rassegna spettacolare su sfondo religioso e con poco valore trascendente. Originalmente il culto cristiano non era così ma assolutamente teocentrico, totalmente dedicato alla gloria e alla venerazione di Dio. In una situazione del genere, l’animo umano inizia ad entrare in un’atmosfera trascendente, viene influenzato in senso elevante. La chiesa-edificio è costruita in funzione di questo: fare intuire la realtà ultraterrena nella bellezza degli arredi sacri, nell’armonia delle forme architettoniche, nella serenità dell’ambiente di preghiera, nel suo silenzio contemplativo.

È come essere di nuovo gestati nel seno materno, rinnovarsi nella forma autentica, riprendere vita nel “Dio che rinnova la giovinezza”.

La porta della chiesa-edificio è l’introduzione simbolica ad un nuovo mondo: prima di essa c’è la confusione della piazza, dopo di essa la pace del tempio che vuole anticipare il futuro celeste. Poco importa che oggi non si capisca il simbolo perché comunque sia lo si vive inevitabilmente!

L’uomo che si converte al Cristianesimo, cambia modo di vita. Ma per fare ciò, deve intuire la maestà di Dio, il suo sacro splendore, la percezione della sua grazia per dire in se stesso: “Tu esisti ma sono io a starti lontano, Signore, accoglimi e perdonami!”.

La pace del tempio celeste, simbolicamente presente nella chiesa-edificio diviene, allora, la pace del suo cuore. Attraversare la porta della chiesa-edificio ha questo significato.  A tal proposito oso paragonare la porta della chiesa-edificio ad un utero oltre il quale si è nel ventre materno, luogo fertile di vita. Da un certo punto di vista, siamo tutti esseri in formazione, gestati nel ventre della Chiesa. Se sostituiamo tale significato con altri abbiamo rovesciato il Cristianesimo: scambiato Dio con la terra, la grazia con un’attività mondana, cancellato Maria ed esaltato Marta!

Apertura della porta santa nella basilica vaticana (1925)
Apertura della porta santa nella basilica vaticana (1925)

Il mondo cattolico nei suoi giubilei non a caso ha sempre considerato la cosiddetta “porta santa” in una delle porte basilicali o comunque in una chiesa consacrata al culto. A monte c’era questo concetto antico e tradizionale, per quanto il giubileo in se stesso sia investito di un valore teologico che non viene condiviso dalle Chiese orientali. È comunque universalmente riconosciuto il significato pregnante nell’attraversare la porta di una chiesa-edificio e questo è assai importante.

Non a caso santa Maria l’Egiziana, prima di convertirsi al Cristianesimo e quando era ancora una prostituta, non riuscì ad attraversare la porta di una chiesa nella quale voleva entrare. Solo convertendosi fu in grado di farlo, non prima perché una forza invisibile la tratteneva fuori. Personalmente sono portato a credere a questi fatti che l’uomo attuale confina in un universo mitico.

Per lo stesso motivo non capisco assolutamente perché si vogliono fare delle “porte sante” per entrare in ostelli della Caritas o in carceri (vedi qui). In questo caso, viene sfruttato un motivo religioso per portare le persone a considerare una beneficenza o una sensibilità sociale e questo li incolla letteralmente su un puro piano mondano. Il pretesto è religioso, il fine è prettamente mondano per quanto apparentemente evangelico.

Chi lo fa incatena lo sguardo dei cristiani al saeculum, sradicandosi dall’antica e verticale pietà con cui lo stesso salmista diceva: “Entrerò nella tua casa; mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio” (Sl 25). Senza quell’antica pietà anche l’eventuale beneficienza cristiana non avrà nulla di diverso da una qualsiasi altra beneficienza mondana. Pare essere realmente questo il motivo per cui Cristo dice: “Chi non raccoglie con me, disperde!”. E che il nostro sia un tempo di terribili dispersioni non ne ho alcun dubbio…

FONTE: traditioliturgica.blogspot.it

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