Lo smarrimento di Gesù dodicenne al Tempio

Caro Padre Angelo Bellon, OP,
Per prima cosa desidero manifestare la mia stima per la Sua bella persona, sempre equilibrata ed illuminata nelle risposte, un sicuro beneficio per le persone assetate di conoscenza, motivo per il quale espongo il seguente quesito. Nel rileggere il passo del Vangelo relativo alla scomparsa di Gesù adolescente al Tempio e la vana ricerca della Madonna e S. Giuseppe per tre giorni, mi sovviene un mio triste ed atroce ricordo di quando avevo perso mio figlio al parco per poi ritrovarlo dopo “appena” un’ora. Potrà immaginare lo sconforto di un genitore! Ebbene, pur ammettendo che le prove della vita alimentano il ricorso all’aiuto divino (o portano alla disperazione se non credenti), non riesco proprio a capire perchè Dio, abbia voluto infliggere alla meravigliosa Madre Sua e Nostra, una sofferenza gratuita. Bastava avvisare o quanto meno incaricare un Angelo di farlo. Insomma mi aiuti a capire la pedagogia di Cristo.
La ringrazio infinitamente.
Giovanni

Caro Giovanni,

dobson-gesu-di-ritorno-a-nazaret-con-i-suoi-genitori1. lo smarrimento di Gesù nel tempio non è stata una scappatella. All’età di dodici anni i ragazzi subivano un interrogatorio, superato il quale venivano considerato adulti. Di solito questi interrogatori non duravano molto. Ma per Gesù le cose andarono diversamente. I maestri rimasero stupiti di questo ragazzo che poneva loro domande che li stimolavano ad approfondire la loro conoscenza. Egli stesso poi dava la risposta. Non c’è da meravigliarsi che i maestri si siano chiamati l’un l’altro e che tutti si contendessero Gesù, il quale rimase conteso tra i dottori che lo trattenevano. Dal momento poi che le donne e gli uomini stavano rigorosamente separati nel tempio e che i figli si ricongiungevano con uno di loro durante il viaggio, per poi ritrovarsi uniti la sera quando si faceva tappa, nessuna meraviglia che, fatte le loro devozioni, la Madonna e San Giuseppe avessero preso al via del ritorno, ignari che Gesù fosse trattenuto nel tempio.

2. A questo punto tu mi dici: Gesù poteva mandare un angelo ad avvisarli e risparmiare loro quell’inutile sofferenza. Sì, certo, poteva farlo. Ma in questo modo la sua vita non sarebbe stata tutto simile alla nostra. Si sarebbe risparmiato il patire ed essere causa di patimento. Mentre in realtà è venuto in questo mondo proprio per compiere la redenzione attraverso i patimenti, secondo quanto Egli stesso ha detto agli apostoli prima di salire al cielo: «Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno» (Lc 24,45-46).

3. Inoltre come avrebbe potuto la Madonna essere nostra Madre e Maestra se non fosse passata attraverso le tribolazioni di tutti i mortali? Quante sofferenze gratuite devono sopportare padri e madri per i loro figli, dopo che per loro hanno fatto di tutto?

4. Ma in questo smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio sono racchiusi tanti altri insegnamento preziosi per tutti. Te ne indico alcuni. Tutti siamo chiamati a cercare Gesù come hanno fatto la Madonna e San Giuseppe. In questa ricerca si deve perseverare, anche quando le disposizioni di Dio prevedono che si debba passare attraverso la notte oscura dei sensi e dello spirito, come diceva San Giovanni della croce.

5. Poiché la Madonna e San Giusepe hanno cercato Gesù e l’hanno trovato, possiamo vedere in questo evento un’indicazione per farci aiutare dalla loro intercessione e dal loro aiuto (il merito che si sono procurati in quei tre giorni di dolore deve essere stato davvero grande!) per ritrovare il Signore o per farlo ritrovare dai nostri figli o da altre persone che ci stanno a cuore.

6. Gesù nel tempio dice ai suoi genitori: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Questo sta a dire che i figli, prima di essere nostri, sono di Dio e che dobbiamo essere disposti al loro distacco perché possano adempiere la volontà del Padre su di loro.

7. Infine a tanti genitori che hanno perso in vario modo i loro figli, con la morte naturale o per vicende dolorose o di peccato, questo evento sta a ricordare che i figli vengono ritrovati dirigendosi verso il tempio e cioè nella preghiera e per mezzo della preghiera.

8. Come vedi, si tratta di un evento che getta tanta luce sulle vicende umane. Per la Madonna, in particolare, deve essere stato un preannunzio di altri tre giorni di grande dolore, quando passerà per quelle medesime strade di Gerusalemme per seguire Gesù al Calvario, nel ritorno dalla croce e nell’attesa di ritrovarlo risorto.

Ti ringrazio, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Pubblicato 08.10.2013

FONTE: amicidomenicani.it

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