Ecco Maria, «la donna più potente del mondo». Sorprendente reportage del “National Geographic”.

Il celebre magazine americano ha inviato Maureen Orth nei luoghi delle apparizioni della Vergina, alla scoperta di una figura capace di convertire interi popoli.

di Benedetta Frigerio (12-11-2015)

madonna-national-geographic-copertinaUmile, mite, sottomessa a Dio, la Madonna è stata definita “La donna più potente del mondo”. Non da una rivista cattolica, ma da National Geographic che le ha dedicato la copertina di dicembre intitolandola appunto così: “Come la Vergine Maria è diventata la donna più potente del mondo”. A firmare il reportage, un lungo viaggio attraverso molti luoghi di venerazione mariana corredato da belle fotografie, è Maureen Orth, inviata speciale anche di Vanity Fair, una delle penne più famose del giornalismo americano, celebre per le interviste a personaggi del calibro di Vladimir Putin e Margaret Thatcher e per le inchieste sul terrorismo condotte in Afganistan dopo l’11 settembre.

A MEDJUGORJE. Il racconto parte da Medjugorje, dove da 34 anni la Madonna appare a sei veggenti e dove sono accorsi ormai «30 milioni di pellegrini». La Orth è giunta nel paesino bosniaco insieme a un gruppo guidato da Arthur Boyle, che visitò per la prima volta Medjugorje nel 2000, quando era affetto dal cancro e aveva un’aspettativa di vita di pochi mesi. «Era a pezzi – racconta la giornalista – ma la prima sera, dopo essersi confessato in chiesa (…) “l’ansia e la depressione scomparvero”». Boyle guarì e con lui tanti altri malati giunti a Medjugorje.

LA SERVA. «Pregare la Madonna e domandare la sua intercessione è un fenomeno globale», spiega l’inviata del National Geographic. Un fenomeno che la Orth chiama «consapevolezza di Maria che intercede presso Gesù» e che è iniziato alle nozze di Cana. Ma è stato il Concilio di Efeso, anno 431, a “ufficializzarlo”, dando alla Vergine l’appellativo di “genitrice di Dio”, Theotokos. «Da allora nessun altra donna è stata esaltata come Maria», scrive la giornalista. E pensare che nel Vangelo la madre di Gesù parla solo in quattro occasioni, definendosi serva per due volte.

Nostra Signora di Kibeho
Nostra Signora di Kibeho

LE PROFEZIE. Una delle apparizioni da poco riconosciute dalla Chiesa è avvenuta negli anni Ottanta in Africa, precisamente a Kibeho, un piccolo villaggio del Rwanda, dove la Vergine mostrò a tre giovani ragazze «il sangue e l’orrore del genocidio che poi avrebbe sconvolto il paese nel 1994». Una delle veggenti, Anathalie, ha spiegato alla Orth: «La prima volta che è apparsa stavo dicendo il rosario e mi ha chiamata per nome. L’ho sentita dire: “Anathalie, figlia mia”. Era davvero bella, fra i 20 e i 30 anni. Parlava in lingua kinyarwanda con una voce molto lieve e calma (…). Non mi disse mai perché mi aveva scelta, ma che appariva a chiunque voleva, ogni volta che voleva e in ogni luogo che voleva (…). Ci chiede solo di amarla quanto lei ci ama».

DUEMILA APPARIZIONI. Ma i luoghi dove Maria è apparsa e dove sta ancora apparendo sono migliaia in tutto il mondo. Nel servizio del National Geographic c’è una mappa del mondo che le riporta tutte, spiegando che «l’indagine sistematica e le documentazioni degli episodi soprannaturali sono cominciate con il Concilio di Trento, 450 anni fa» e che «delle 2000 apparizioni riportate da allora solo 28 sono state approvate dai vescovi locali», di cui 16 anche dalla Santa Sede.

La "tilma" di Nostra Signora di Guadalupe
La “tilma” di Nostra Signora di Guadalupe

A GUADALUPE. La giornalista precisa però che Maria è “la donna più potente del mondo” non solo in virtù dei miracoli attribuiti a lei, ma anche perché la sua immagine e la sua storia «possono definire l’identità di un paese». È il caso delle apparizioni del 1531 a Guadalupe, nord di Città del Messico. Qui la Madonna indicò a un povero indigeno, Juan Diego, di chiedere al vescovo la costruzione di un santuario in suo onore. Per convincere il prelato la Madonna invitò il veggente a raccogliere delle rose e a portarle a lui, ma quando Juan Diego aprì la stoffa che le conteneva, le rose caddero e sul panno si formò l’immagine della Madonna. «È l’unica volta in cui Maria ha lasciato un ritratto dipinto di se stessa», e i tratti sono quelli di una donna azteca. La direttrice del museo del santuario, Nydia Mirna Rodríguez Alatorre, è addirittura certa che se «la devozione alla Vergine di Guadalupe scompare, scomparirà l’identità messicana».

ORGOGLIO DEL MESSICO. Quel ritratto, si legge nel reportage, «fu portato dai messicani nella guerra di indipendenza contro la Spagna nel 1810 e nella rivoluzione interna del 1910». Incredibilmente, nonostante diversi incidenti descritti, l’immagine non si è mai rovinata né deteriorata. Orth, che ha partecipato alla festa dell’11 dicembre dedicata alla Madonna di Guadalupe, descrive colpita la fede e i sacrifici fatti da migliaia di pellegrini che accorrono da ogni luogo. Tanti di loro si spingono fin qui «per ringraziare: avevano fatto una promessa alla Madonna, che ha risposto alle loro preghiere». Gli abitanti del paese sono orgogliosissimi di tutto questo, «si ritengono speciali».

[…]

Nostra Signora di Lourdes
Nostra Signora di Lourdes

A LOURDES. Il reportage si conclude a Lourdes, la piccola cittadina francesce dove nel 1858 la Vergine apparve a Bernadette, una povera pastorella. La Orth descrive con impressione le centinaia di disabili e malati aiutati dai volontari a raggiungere la grotta delle apparizioni. Nel gruppo con cui la giornalista è giunta in Francia c’era anche Dorothy A. Perkins. «una delle donne più straordinarie che abbia mai incontrato: colonnello dell’esercito di 60 anni», cresciuta praticamente senza una famiglia, che ha spiegato alla giornalista: «Siamo assediati dai media (…) le persone non si obbligano a guardare a ciò che conta di più, l’integrità dell’anima», ma «Lei ti ama quanto vuoi. Attraverso di Lei vai a Lui, mi ha aiutato ad avere una relazione più stretta con Gesù».

Fonte: tempi.it

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