“Il peccato è sempre egocentrico, mentre l’amore è altruismo e parentela”

Quando, col peccato, rifiutiamo l’immagine di Dio che è in noi, diventiamo peggio degli animali.

«Il matrimonio fondato esclusivamente sulla passione sessuale dura unicamente quanto la passione animale. Entro un paio d’anni l’attrazione animale verso l’altra persona può morire, e quando ciò avviene, la legge corre in suo soccorso giustificando il divorzio con termini privi di senso come “incompatibilità” o “crudeltà mentale”. Gli animali non ricorrono mai ai tribunali, perché non hanno la volontà di amare; ma l’uomo, essendo provvisto di ragione, sente il bisogno, quando ha torto, di giustificare l’irrazionalità della sua condotta.

In una civiltà decadente, due sono le ragioni della supremazia del sesso sull’amore. Una è il declino della ragione. Gli umani, quando rinunziano alla ragione, ricorrono all’immaginazione. Ecco perché il cinematografo e i periodici illustrati godono di una così grande popolarità. Col venir meno della ragionevolezza, i desideri, non più frenati, si manifestano. Poiché di tutti i desideri quelli fisici ed erotici sono i più facili a stabilirsi in noi, in quanto non richiedono alcuno sforzo e sono potentemente aiutati dalle passioni del corpo, il sesso comincia ad assumere la massima importanza. Non è già per un semplice accidente storico che un’era anti-intellettualistica e irrazionale come la nostra è anche un’era di licenza carnale.

La seconda ragione è l’egoismo. Quanto più si nega la fede nel Giudizio Divino, in una vita futura, nel paradiso e nell’inferno, nonché in un ordine morale, tanto più saldamente l’ego si afferma sovrano come la fonte della propria moralità. Ogni persona si erge a giudice di se stessa. Aumentando questo egoismo, le pretese di autosoddisfazione diventano sempre più imperiose, e gli interessi della comunità e i diritti altrui suscitano sempre minore rispetto. Il peccato è sempre egocentrico, mentre l’amore è altruismo e parentela. Il peccato è l’infedeltà dell’uomo secondo l’immagine di ciò che egli dovrebbe essere nella sua eterna vocazione di figlio adottivo di Dio: l’immagine che Dio vede in Se stesso quando contempla il Suo Verbo».

Venerabile mons. Fulton John Sheen (Three To Get Married)

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