Pubblicate le relazioni dei circoli minori

Pubblicate le relazioni dei circoli minori sulla prima parte della contestatissima Instrumentum laboris.

Oggi sono state rese pubbliche le relazioni dei tredici circoli minori che hanno lavorato questa settimana (precisamente dal 6 all’8 ottobre) sull’introduzione e sulla prima parte dell’Instrumentum laboris, quella intitolata “L’ascolto delle sfide della famiglia”. In particolare i padri hanno dato contributi in merito al contesto socio-culturale, economico e su questioni quali quelle della terza età, le migrazioni, i bambini, il ruolo delle donne, le sfide bioetiche, la povertà, l’ecologia, etc.

Durante il briefing di oggi il cardinale filippino Tagle (nella foto a lato) ha sottolineato che “praticamente tutti i gruppi hanno detto, ‘celebriamo la bontà della famiglia, gli sforzi di tante persone per preservare la famiglia”.

Gli ha fatto eco mons. Osoro, vescovo di Madrid: “I Padri hanno un desiderio immenso di poter mostrare al mondo che la struttura originaria della società è la famiglia”.

Proponiamo di seguito elementi tratti da alcune delle relazioni, rimandando alla lettura completa dei testi per chi volesse approfondire il contesto e il contenuto di tutte le relatio. (vedi QUI).

I CIRCOLI ITALICUS

Per quanto riguarda i tre circoli Italicus, possiamo innanzitutto registrare una preoccupazione che ci sembra accomunarli, vale a dire una precisa denuncia dell’ideologia gender.

“Sul contesto antropologico e culturale”, scrive il gruppo Italicus A, moderatore il cardinale Montenegro (Agrigento), “è parso necessario riferirsi con maggiore abbondanza ai rischi dell’ideologia del gender, nonché alla sua incidenza negativa nei programmi educativi di molti paesi.” Mentre il circolo Italicus C, moderatore il cardinale Angelo Bagnsco, scrive che “il Circolo precisa le implicazioni del numero 8 [dell’IL] sulle teorie del genere, mettendo più chiaramente in luce il loro carattere ideologico e offrendo alle famiglie un aiuto per riprendersi il loro originario diritto all’educazione dei figli nel dialogo responsabile con gli altri soggetti educativi.”

Lo stesso circolo C, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, ha sottolineato che “la tessitura del Testo è apparsa fortemente connotata da una prospettiva occidentale (europea e nordamericana), soprattutto nella descrizione degli aspetti e delle sfide aperte dalla secolarizzazione e dall’individualismo che connota le società dei consumi.”

Il circolo Italicus B, moderatore il cardinale Menichelli, a proposito del cambiamento antropologico sottolinea che “Si parla ai primi numeri di cambiamento antropologico – culturale, ma ci si pone la domanda: cambiamento di chi? Certamente non dell’insegnamento di Cristo: il cambiamento è del mondo e si dovrebbe chiarire.” Si dice anche che “È opportuno ricordare che la pari dignità fra uomo e donna ha radici evangeliche. Si ricorda e si rilancia la realtà della donna e del suo ruolo all’insegna della reciprocità valorizzando l’uguaglianza e la differenza, evitando eccessi e unilateralità.”

I CIRCOLI ANGLICUS

Quattro i circoli di lingua inglese. L’Anglicus A, moderatore il cardinale Pell, mette subito in chiaro il proprio punto di vista: “In Gesù Cristo, Verbo fatto carne, si trova la sorgente di speranza per la famiglia nel mondo contemporaneo. Così la fiducia in Lui è la prima e l’ultima parola del Sinodo. E ‘con gli occhi fissi su Gesù che cominciamo.” Viene richiesta anche una maggiore attenzione “alla riflessione teologica sulle coppie sposate fedeli, amorevoli, e sulla famiglie, che, spesso eroicamente, vivono una testimonianza autentica alla grazia della famiglia.”

Il circolo Anglicus D, moderatore il cardinale Collins, mette in rilievo la necessità, già emersa in altri gruppi, di enfatizzare maggiormente il problema antropologico. “Ci sono una serie di elementi mancanti nel testo: una seria riflessione sulla ideologia di genere, più riflessione sulla cura pastorale per i diversamente abili, il ruolo dei padri e degli uomini, così come il ruolo delle donne, e un trattamento più profondo della natura distruttiva della pornografia e di altri usi impropri della tecnologia elettronica.”

Ma in questo circolo non è mancata una critica pesante all’Instrumentum laboris. “I membri hanno criticato molti dei punti nella prima sezione [dell’IL]. Alcuni pensavano che la presentazione era caotica, senza logica intrinseca. Le frasi sembravano essere messe insieme senza alcun collegamento organico tra loro.”

E ancora: la lingua del testo era troppo misurata e politicamente corretta, e per questo, il contenuto era poco chiaro e talvolta incoerente. (…) Nel complesso, i membri hanno ritenuto che Papa Francesco e il popolo della Chiesa meritano un testo migliore, quello in cui le idee non si perdono nella confusione.”

I CIRCOLI GALLICUS

Tre i circoli in lingua francese. Diversamente da quanto sostenuto in diversi briefing con la stampa diverse relazioni dei circoli mettono in evidenza un certo appiattimento dell’Instrumentum laboris su problemi tipici del mondo occidentale. Un esempio è fornito dal circolo Gallicus A, moderato dal cardinale canadese Lacroix. “Uno dei partecipanti [al circolo]”, si legge nella relatio, “mette in evidenza, approvato da altri, che non è bene che il Sinodo giri solo intorno ai problemi e alle crisi che le famiglie affrontano in occidente”.

Il circolo Gallicus B, moderato dal cardinale africano Sarah, ha messo in rilievo la necessità di sottolineare meglio “la vocazione e la missione propria dell’uomo all’interno della famiglia, come marito e padre”.

Il Gallicus C, moderato da mons. Piat, fa notare che oggi la “nostra capacità di manipolazione, sorpassa la nostra saggezza. La clonazione, l’utero in affitto, la manipolazione genetica fino alla cellule germinali, tutto questo rischia di creare un mondo dove noi non sapremo neanche più cosa significa essere umano”.

IL CIRCOLO GERMANICUS

Il gruppo di padri moderati dal cardinale di Vienna Schonborn mette in rilievo la necessità di utilizzare un linguaggio che permetta di far comprendere le posizioni “teologiche” anche “in ambiente laico”. Ciò “richiede una traduzione culturale, come se si trattasse di una inculturazione”. “Abbiamo bisogno”, scrivono, “di una ermeneutica della evangelizzazione”. Concetto interessante, ma da riempire di contenuto per capire bene che cosa significa.

Fonte: sinodo2015.lanuovabq.it

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