Mons. Chaput si preoccupa anche delle 99 pecorelle

(L.B.) La terza giornata sinodale si è aperta con la comunicazione dell’elenco dei moderatori e relatori dei circoli minori che hanno iniziato i lavori ieri pomeriggio, e proseguono per tutta la giornata di oggi. Da segnalare anche l’udienza generale del Santo Padre, dedicata alla famiglia, in cui ha chiesto preghiere per il Sinodo. “Possa”, ha detto il Papa, “l’entusiasmo dei Padri sinodali, animati dallo Spirito Santo, fomentare lo slancio di una Chiesa che abbandona le vecchie reti e si rimette a pescare confidando nella parola del suo Signore.”

Ritornando alle nomine per i circoli minori risulta interessante dare una breve scorsa ai nomi eletti. Soprattutto considerando che la loro nomina è avvenuta da parte dei padri che fanno parte dei circoli stessi.

Con la sola eccezione dell’ANGLICUS A, che ha eletto moderatore il card. Pell e relatore mons. Joseph Kurtz, presidente della conferenza episcopale degli USA, altri circoli hanno eletto molte figure più propense all’apertura sui temi dibattuti al sinodo. In linea con la spinta riformista che sembra animare Papa Francesco.

In particolare questo lo si registra per i circoli “HIBERICUS”, quelli di lingua spagnola, che hanno eletto moderatori il card. Maradiaga, membro del C9, e il card. Robles Ortega (Messico); mentre come relatori sono stati scelti il Card. Lacunza Maestrojuan (Panama), creato recentemente cardinale da Francesco, e Mons. Porras Cardozo (Venezuela), membro sinodale di nomina pontificia. Anche l’unico circolo GERMANICUS, lingua tedesca, ha fatto scelte ben precise: relatore il cardinale arcivescovo di Vienna, Schonborn, e moderatore il vescovo di Berlino, Heiner Koch, uno dei partecipanti al famoso “sinodo ombra” organizzato nei locali della Università Gregoriana da tre conferenze episcopali (quelle di Germania, Francia e Svizzera).

Il circolo GALLICUS B, lingua francese, registra come moderatore il cardinale africano Robert Sarah che viene affiancato come relatore dal rettore della Gregoriana, il gesuita francese Dumortier, notoriamente su posizioni più sfumate di quelle del cardinale prefetto del Culto divino. Il GALLICUS A è, invece, vede come moderatore il giovane cardinale canadese Lacroix e relatore il vescovo di Lille, Laurent Ulrich, padre sinodale di nomina pontificia.

I tre circoli di lingua italiana, ITALICUS A, B e C, vedono come moderatori i cardinali Montenegro (Agrigento), Menichelli (Ancona) e Bagnasco (Genova), affiancati rispettivamente dai seguenti relatori: il claretiano P. Arroba Conde, consultore, il cardinale Piacenza, Penitenziere maggiore, e mons. Brambilla, vescovo di Novara.

490164946Il briefing con la stampa ha visto impegnati mons. Charles Chaput, vescovo di Philadelphia, testimone diretto dell’ultimo incontro mondiale delle famiglie, il francese mons. Ulrich, vescovo di Lille, e il peruviano Pineiro, nella cui diocesi – ha detto – “non c’è neanche un’industria”.

I circoli minori hanno iniziato il loro lavoro. Non necessariamente i gruppi sono formati da padri di lingua madre, ma ogni gruppo vede la presenza di membri che per varie ragioni hanno familiarità con la lingua del circolo di cui fanno parte. “Noi abbiamo gente che parla la stessa lingua”, ha detto il vescovo Ulrich membro del Gallicus A, “ma proveniente da diverse aree culturali”. Per questo, come ha detto lo statunitense Chaput, “è importante non pensare che abbiamo solo un pubblico occidentale. Questa è una preoccupazione che manifestano particolarmente gli africani”.

“Alla Giornata mondiale delle famiglie”, ha sottolineato il vescovo di Philadelphia, “c’era il desiderio di riaffermare l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio.” Inoltre, stuzzicato dalla domande dei giornalisti, mons. Caput ha detto che “così come andiamo a cercare la pecorella smarrita, rassicuriamo anche le 99 pecorelle che seguono l’insegnamento della Chiesa”.

Il vescovo Ulrich ripete un concetto che comincia a diventare un refrain fuori e dentro l’aula. “Nella Chiesa cattolica teniamo molto all’unità, ma vogliamo che le differenze culturali emergano e tutti si possano esprimere.” Anche Chaput dice che c’è “bisogno di dialogo tra Chiesa universale e quelle locali”. Ma aggiunge un particolare importante. “Non è appropriato che le conferenze episcopali decidano sulla dottrina”. Ci sono buone probabilità che, alla fine, il Sinodo si giochi proprio su come verrà interpretata questa affermazione del vescovo di Philadelphia.

Fonte: sinodo2015.lanuovabq.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...