La relazione Erdo non chiude il discorso. E il Papa torna a parlare in aula

Se fosse tutto chiuso con la relazione Erdo, ha detto mons. Celli, facendo eco alle dichiarazioni di ieri di mons. Bruno Forte “che cosa ci stiamo a fare qui?”.

(L.B.) Dopo il giorno di apertura contrassegnato dalla relazione del cardinale ungherese Peter Erdo, Relatore Generale dell’assemblea sinodale, il secondo giorno di lavori si è aperto con l’imprevisto di una breve relazione di Papa Francesco in aula.

Papa Francesco

Secondo quanto riportato dal portavoce P. Federico Lombardi al briefing con i giornalisti, l’intervento del Papa è avvenuto in quanto “si è sentito in dovere di intervenire per dire che il nuovo procedimento sinodale è stato da lui approvato”. Questo, in effetti, si potrebbe anche spiegare pensando ai mal di pancia mostrati da diversi padri sinodali rispetto al “nuovo” metodo di lavoro, un metodo che secondo alcuni “congela” un po’ troppo il dibattito. Invece, il Papa è intervenuto anche per ribadire l’importanza che si è voluta dare ai cosiddetti circoli minori, gruppi di padri che potranno meglio discutere e confrontarsi.

Il vescovo canadese Durocher e monsignor Claudio Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, entrambi presenti al briefing, hanno cantato a una sola voce ridimensionando un po’ la relazione di apertura del cardinale Erdo. Durocher ha detto che quello di Erdo “è un pezzo importante, ma è solo un pezzo”, mentre ancora più esplicito è stato Mons. Celli. “Il panorama”, ha detto, “è totalmente aperto sui divorziati risposati.” Se si fosse chiuso con la relazione Erdo, ha detto Celli, facendo eco alle dichiarazioni di ieri di mons. Bruno Forte, “che cosa ci stiamo a fare qui?”

Eppure il Papa nel suo breve e inaspettato intervento di questa mattina ha fatto notare che “non bisogna ridurre i temi del Sinodo alla comunione ai divorziati risposati”. E poi ha ribadito che “la dottrina cattolica sull’indissolubilità del matrimonio non è mai stata messa in discussione nel sinodo precedente”. Questo non toglie, come ha detto, appunto, mons. Claudio Celli, che “la questione rimane aperta pastoralmente”.

A questo proposito, tra i 72 interventi dei padri di questa mattina, qualcuno avanza proposte che prevedono non una soluzione univoca per la questione dei divorziati risposati, ma soluzioni variabili da chiesa a chiesa, e da cultura a cultura.

Infine, un cenno all’omelia del Papa alla messa a Santa Marta di questa mattina. “Dove c’è il Signore – ha detto Francesco – c’è la misericordia. E Sant’Ambrogio aggiungeva: ‘E dove c’è la rigidità ci sono i suoi ministri’. La testardaggine che sfida la missione, che sfida la misericordia”. Nel suo commento alle letture odierne il Papa ha ricordato un messaggio a lui molto caro, un monito ai padri sinodali?

Fonte: sinodo2015.lanuovabq.it

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