Gaenswein: «L’Ostia consacrata ai divorziati risposati? Proposta impossibile»

Parla il prefetto della Casa pontificia e segretario del Papa emerito: «Un pastore non deve decidere in base agli applausi o meno dei media; la misura è il Vangelo, la fede, la sana dottrina»

«È vero che non tutti gli errori vengono» dalla Germania «ma il punto in questione certamente sì: vent’anni fa Giovanni Paolo II, dopo una lunga e impegnativa trattativa, non accettò che i cristiani risposati potessero accedere all’Eucaristia. Ora, non possiamo ignorare il suo magistero e cambiare le cose».

Georg Gänswein predigt in FreiburgÈ quanto afferma il prefetto della Casa pontificia e segretario del Papa emerito Benedetto XVI, mons. Georg Gaenswein, in una intervista a Zenit, a proposito del sinodo sulla Famiglia che sarà celebrato ad ottobre ed in particolare sulla situazione delle coppie «irregolari» e del nodo della comunione ai divorziati risposati.

«Perché alcuni pastori – si chiede mons. Gaenswein – vogliono proporre ciò che non è possibile? Non lo so. Forse cedono allo spirito del tempo, forse si lasciano guidare dal plauso umano causato dai media? Essere critico contro i mass media è certamente meno piacevole; ma un pastore non deve decidere in base agli applausi o meno dei media; la misura è il Vangelo, la fede, la sana dottrina, la tradizione».

«Una sfida del sinodo, – osserva mons. Gaenswein – sono certamente i cristiani che si trovano in una situazione matrimoniale, teologicamente detta, «irregolare». Vuol dire persone che hanno divorziato e si sono risposate civilmente. Dobbiamo aiutarle, certamente, ma non in modo riduttivo. È importante avvicinarsi a loro, creare contatto e mantenerlo, perché sono membri della Chiesa come tutti gli altri, non sono espulse tanto meno scomunicate. Essi vanno accompagnati, ma ci sono problemi riguardo alla vita sacramentale. Si deve essere molto sinceri – sottolinea – da parte della Chiesa, anche da parte dei fedeli che vivono in questa situazione. Non si tratta solo di dire: «Possono non possono». E lì, secondo me, si dovrebbe affrontare in modo positivo».

«La questione dell’accesso alla vita sacramentale – aggiunge – è da affrontare in modo sincero sulla base del magistero cattolico. Spero che nei mesi di preparazione prima del Sinodo si presentino delle proposte che aiutino e servano per trovare le giuste risposte a tali pesanti sfide».

Fonte: vaticaninsider.lastampa.it

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