Velasio De Paolis: “Chi sbaglia va corretto, la dottrina resta chiara”

La Chiesa ama e cura il peccatore, ma ripudia e disprezza il peccato.

ORAZIO LA ROCCA

“Chi sbaglia e vive nell’errore va corretto”. È una “regola” che vale per tutti, e quindi “anche per divorziati risposati, coppie di fatto e omosessuali”, avverte il cardinale Velasio De Paolis, ex ministro delle Finanze della Santa Sede e attuale commissario straordinario su nomina papale dei Legionari di Cristo. Ma De Paolis è anche uno dei cinque cardinali (insieme a Burke, Muller, Brandmuller e Caffarra) autori del libro Permanere nella verità di Cristo che, pubblicato alla vigilia del Sinodo straordinario sulla famiglia dello scorso anno, ribadì sul tema della famiglia la morale tradizionale della Chiesa.

Velasio De Paolis

Eminenza, il nuovo documento rilancia ancora le aperture sulla comunione ai divorziati risposati, sulle coppie di fatto e i gay.

Prima di esprimere un giudizio su questo nuovo testo lo voglio leggere. Anche se è fuori di ogni minimo dubbio la validità del principio che se una persona sbaglia va aiutata a correggersi, non a perseverare nell’errore.

Il testo presentato ieri ripropone al Sinodo gli stessi punti caldi della sessione dello scorso anno sui quali i padri si divisero. Il prossimo ottobre ci saranno ancora scontri tra conservatori e progressisti? Per i divorziati risposati si parla di una seconda possibilità di accesso alla comunione dopo un cammino penitenziale. Per i gay si parla di accoglienza e rispetto…

Veramente nulla è stato deciso e il documento presentato ieri sarà sottoposto al vaglio del Sinodo che, comunque, non ha poteri deliberanti, ma solo consultivi. La parola ultima spetterà sempre al Santo Padre. Discutere sui vari punti previsti è prematuro, anche perché non si sa nulla, ad esempio, di questo cammino penitenziale dei divorziati risposati, tanto meno come si potrà fare, se saranno i vescovi locali a decidere. Così pure per l’accoglienza a coppie di fatto e gay. Parliamo pure di tutto, ma la validità dell’insegnamento tradizionale della Chiesa in materia di morale matrimoniale resta inattaccabile.

Papa Francesco invita la Chiesa ad essere sempre più misericordiosa ed accogliente, e ad andare in soccorso di famiglie ferite e di chi chiede di essere aiutato senza guardare all’orientamento sessuale. Lei che ne pensa?

Penso tutto il bene possibile su una Chiesa misericordiosa ospedale da campo. Tutti ne abbiamo bisogno, perché siamo tutti peccatori. Ma l’accoglienza e la misericordia non vanno mai date a discapito della verità. E poi, in ospedale ci si va per guarire, non per continuare a vivere nella malattia.

Fonte: repubblica.it

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