«Sulla famiglia la Chiesa ha tradito Giovanni Paolo II»

«Ve lo dirò brutalmente, la Chiesa ha tradito Giovanni Paolo II e il suo insegnamento sulla famiglia». A lanciare la bruciante accusa è il vescovo di Varsavia, monsignor Henryk Hoser, secondo il quale il tradimento si sarebbe consumato nella pratica pastorale. Il vescovo di Varsavia ritiene che le indicazioni dell’esortazione apostolica di Papa Wojtyla, Familiaris Consortio, in realtà sono state disattese e non applicate nella prassi pastorale.

di Lorenzo Bertocchi

Lo scorso 31 gennaio Papa Francesco ha ratificato le nomine dei membri eletti da alcune Conferenze episcopali per il prossimo Sinodo di ottobre. Si tratta di 28 delle 114 Conferenze episcopali del mondo. I partecipanti al prossimo Sinodo ordinario saranno circa 370, oltre agli eletti delle Conferenze episcopali ci saranno membri di nomina papale per circa un 15% del totale. Come sappiamo il direttivo del Sinodo è stato confermato, con l’unica aggiunta del cardinale Napier, vescovo di Durban in Sud Africa.

Osservando le nomine appena ratificate vi sono diverse ragioni per sostenere che anche il prossimo Sinodo sarà caratterizzato da quel clima di “parresia” che ha animato quello straordinario del 2014. A supporto di questa previsione vi sono anche le recenti dichiarazioni di alcuni prelati particolarmente in vista, come ad esempio il cardinale tedesco Marx e il Segretario Generale del Sinodo Baldisseri. Entrambi si sono mostrati particolarmente attivi nel promuovere “scelte pastorali coraggiose” per risolvere i problemi dei divorziati risposati e per l’accoglienza delle coppie omosessuali.

Molte Conferenze episcopali con le loro nomine sembrano, invece, andare in altra direzione. Innanzitutto, la pattuglia africana di membri eletti si mostra, ancora una volta, come la più refrattaria a spericolate corse in avanti. I vescovi del Kenia sono entrambi noti per le loro posizioni in difesa della dottrina della Chiesa e della cultura africana, altrettanto si può dire del vescovo del Ghana e del Burundi. I quattro vescovi eletti dalla Conferenza episcopale americana sono tutti preoccupati di promuovere le posizioni tradizionali della Chiesa, basta citarne i nomi: monsignor Kurtz, Di Nardo, Chaput, Gomez. Proprio il presidente Kurtz ha dichiarato che i vescovi degli Stati Uniti sono molto cauti nel modificare la prassi per i divorziati risposati e sono, invece, preoccupati di promuovere «il vincolo del matrimonio e l’integrità di tale legame».

Curioso che anche la piccola Conferenza episcopale neozelandese, invece, di inviare al Sinodo il cardinale, fresco di nomina, John Dew, ha eletto monsignor Drennan che certamente non è sulle posizioni del neo-cardinale. Quest’ultimo è da tempo che auspica una misericordiosa via di accesso alla comunione per i divorziati risposati. Ma lo hanno messo in panchina. Anche dai Paesi Bassi e dalla Lituania vengono nominati vescovi considerati “conservatori”, mentre più possibiliste per una nuova prassi risultano le posizioni del vescovo di Westminster e di alcuni dei vescovi eletti da Francia e Spagna. Il clima comunque è molto acceso e le decisioni che dovrà prendere Papa Francesco sui temi più controversi del Sinodo non saranno affatto facili e scontate.

Mons. Henryk Hoser
Mons. Henryk Hoser

Dalla Polonia arrivano come un uragano le dichiarazioni rilasciate al giornale Niedziela dall’arcivescovo di Varsavia, monsignor Hoser. Si tratta di parole dure e accorate. «Vi dirò brutalmente. La Chiesa ha tradito Giovanni Paolo II. Non la Chiesa come sposa di Cristo, non la Chiesa del nostro Credo, perché Giovanni Paolo II è stato una voce autentica della Chiesa; ma è la pratica pastorale che ha tradito Giovanni Paolo II. È una tesi che sottoscrivo perché 40 anni del mio sacerdozio sono stati dedicati al matrimonio e alla famiglia, durante i quali ho promosso il tema dell’evangelizzazione dell’intimità coniugale. In molti altri Paesi, a causa della contestazione agli insegnamenti della Chiesa, espressi dal Beato Paolo VI, la pastorale famigliare è stata fermata». Il tradimento di Giovanni Paolo II, secondo monsignor Hoser, si sarebbe, appunto, consumato nella pratica pastorale, proprio quella che molti vorrebbero modificare per stare al passo con i tempi. Anzi, non mancano prelati che ritengono superata la celebre enciclica del santo papa polacco, la Familiaris Consortio, in quanto non darebbe risposte sufficienti per alcune nuove “esigenze” della nostra realtà sociale (divorziati risposati, coppie “irregolari” e dello stesso sesso).

Il vescovo di Varsavia ritiene, invece, che le indicazioni di quella “straordinaria” esortazione apostolica in realtà sono state disattese e non applicate nella prassi pastorale. Giovanni Paolo II aveva chiesto ai “pastori di condividere” quell’insegnamento, ma i pastori non l’hanno condiviso “perché non l’hanno letto, o non lo ricordavano.”

© La Nuova Bussola Quotidiana (6 febbraio 2015)

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