La storia di Giuseppe, eunuco per il Regno dei Cieli

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un’intervista, fatta dal quotidiano on line La Nuova Bussola Quotidiana, alla signora Stefania, una sposa e mamma che, dopo aver subito il divorzio, fra “rifarsi una vita” e il Santissimo Sacramento, ha scelto quest’ultimo. Oggi è arrivata in redazione una bellissima email di commento, scritta dal nostro lettore Giuseppe, il quale racconta la sua personale testimonianza: eunuco per il Regno dei Cieli (cfr. Mt 19).

Cara Signora Stefania,

leggere la Sua lettera mi ha dato profondo conforto, un conforto morale di cui avevo e sento bisogno in questo ultimo periodo della mia vita. La mia storia, mi permetto di accostarla alla Sua in punta di piedi e grande senso di rispetto per quanta coerenza vive nella Sua vita.

Ho lasciato l’Italia circa quattro anni fa: vivo in Nord Europa. Tanti anni, dopo la laurea, spesi nel tentativo di costruirmi una vita dignitosa e la possibilità di vivere dei frutti della mia quotidiana fatica e lavoro.

O il peccato o la Grazia: a noi la scelta.
O il peccato o la Grazia: a noi la scelta.

Ho vissuto la mia omosessualità abbastanza serenamente: prima la militanza in movimenti e poi, a poco a poco, anche per la mia esperienza di fede, che ha sempre attraversato tutta la mia esistenza. Ho imparato a valutare più delle parole la coerenza dei comportamenti, primi fra tutti i miei e le mio e umane fragilità. Riconoscere cosa significa la fatica quotidiana della vita e delle scelte. La scarsità del lavoro, l’impegno profuso nel formarmi per svolgere la meglio la mia professione, non bastano. Pochi soldi e nessuna certezza per il futuro. Così iniziai a considerare la possibilità di trovare maggiore dignità, una vita più sicura in Nord Europa. In poche parole, decisi di lasciare la mia terra e, come tanti, e provare a ricostruire la mia vita trovando un lavoro che mi offrisse la possibilità, almeno, di mantenermi senza l’amorevole aiuto dei miei – mai abbastanza amati – genitori, oggi scomparsi, cui sempre sarò grato per il loro amore e per non avere mai giudicato le mie azioni, rispettando le mie scelte.

Durante un viaggio nel paese dove avevo intenzione di trasferirmi, conobbi quello che sarebbe divenuto poco dopo il mio compagno: quasi due anni di viaggi e poi finalmente spicco il volo verso una nuova vita. Non entro nel merito della nostra relazione e delle difficoltà anche delle differenze culturali. In tutti questi anni, rimane la mia lontananza dalla Chiesa, ma mai considerata troppo lontana nel mio cuore.

Inizia la nostra convivenza, quasi da subito emerge la difficoltà della nostra relazione. I miei genitori muoiono a poca distanza di tempo l’uno dall’altra. Ho avuto la gioia di essere accanto a mia madre, deceduta un mese prima del mio trasferimento e di sussurrarle parole di amore. Nel mio dolore riconosco lo spessore della persona che avevo scelto e che era seppur accanto a me lontano mille miglia da me. Sperimento la sofferenza e il dolore dello scoprire di non essere amato solo in apparenza: questo forse è quanto lui poteva o voleva darmi. Il dolore di scoprirmi solo, senza un lavoro, senza i miei titoli riconosciuti, ha acuito il dispiacere e la sensazione di fallimento. Tutto questo poteva ottenere due risultati: cementare in maniera consapevole e matura quello che io ancora consideravo amore per il mio compagno o invece come poi, a poco a poco, è accaduto, allontanarci.

Le difficoltà hanno messo me sicuramente di fronte alla realtà come spesso accade di comprendere che “amore” è sì una parola, ma che ha dei contenuti concreti.

Riscopro la preghiera ma anche la consapevolezza di vivere una condizione di peccato. Mai avuto dubbi sull’amore di Dio per me e sempre la certezza di essere amato da Lui. Gesù e gli amici sono stati il mio sostegno. Riscopro la Messa e il dolore di non potere accedere ai Sacramenti della Chiesa. Il dolore accettato di sapere di essere amato da Dio, anche se non potere accedere alla Eucarestia e alla Confessione, ma nella gioia comunque e dolore allo stesso tempo di partecipare alla celebrazione del Sacrificio Eucaristico.

"Sia lodato e ringraziato in ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento"
“Sia lodato e ringraziato in ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento”

Ho riscoperto il Rosario quotidiano: mi ha dato profonda forza. Mai mi sono sentito giudicato da Dio o estromesso dal Suo Amore per il fatto che non mi era concesso di fare la Santa Comunione. Ed io avevo scelto di non concedermi, di non ricevere la Santa Comunione per non ricevere la mia condanna. Anzi, ho compreso che così come la Santa Messa è il rinnovarsi del Sacrificio di Gesù, Dio-uomo morto e risorto per me, anche io portavo con me il mio dolore dell’essermi allontanato da Lui, mentre Egli che non può rinnegare Se Stesso perché è fedele alla Sua Parola, ed Egli non mi ha mai abbandonato. Tutto, tutto attorno a me, diceva che si può mantenere i piedi in due staffe. Ma il fallimento, giorno dopo giorno, della mia relazione mi ha riportato al Cristo.

Lascio dunque dopo due anni di travaglio e la paura di ripartire da me, da solo, il mio compagno. La mia famiglia non c’era più. Solo, con la presenza di pochissimi amici, specie una coppia meravigliosa e senza figli, i quali nel loro desiderio e struggimento di diventare genitori, in maniera feconda, mi hanno nutrito con il loro amore e la fecondità dell’amicizia e della gratuità. Un sacerdote che ho incontrato mi mette davanti a quello che già sapevo: o lasci il letto e la camera da letto con lui, il tuo compagno, e decidi di vivere fraternamente da amico o da fratelli con lui o lasci quella casa. Dopo una angosciosa nottata, scelgo di andare via da lui.

Già le nostre vite si stavano separando. Sapevo che non avrebbe accettato di vivere da fratelli o da amici: non era poi un amico. Doloroso è stato a poco a poco riconoscere di essere più solo con lui di quando ero solo. Irrideva alla mia frequentazione, al mio ritorno alla Messa, non sapeva nulla della mia decisione di non partecipare alla la Comunione. Mesi prima mi aveva rabbiosamente rimproverato durante il matrimonio di un congiunto, cui avevo partecipato insieme resto della sua famiglia… perché ero stato l’unico in chiesa a non fare la comunione. Mai mi era stato accanto nelle mie difficoltà di una nuova vita nel suo paese, che speravo fosse accanto a lui. Decido di andare via. Subito dopo ritorno dal Sacerdote: immediatamente mi confessa, mi assolve e pochi minuti dopo – lavando di lacrime – mi accosto alla Santa Comunione. Momento che solo io e il mio Signore possiamo condividere insieme il Suo Sacrificio.

Ho fatto la mia scelta. Sono chiamato alla castità: eunuco per Regno dei Cieli. Questa è la mia vocazione. Una vocazione di Amore ma non di solitudine.

Aspetto e agisco nel frattempo perché si compia il Piano di Dio, il vero piano quello che da sempre Egli ha scritto per me, che è un piano di Amore. Ho scelto di rimanere senza un compagno accanto. Ho scelto Lui. Chiedo a Lui la forza di mantenermi nel Suo Amore. Egli mi porterà nel palmo della Sua Mano e mi guiderà ne sono certo a compiere la Sua Volontà nel rispetto che sempre ho sentito da parte Sua, della mia libertà. Ma adesso sono veramente libero, nella libertà dei Figli di Dio.

“Chi sono io per giudicare mi chiedo, oggi, i miei fratelli omosessuali?”. Quelli che oggi probabilmente mi considerano un rinnegato, un cattivo esempio, nella ormai universale condivisa nuova via: non c’è più peccato, niente più inferno, solo Misericordia. Non si rinunzia a nulla.

Preghiamo affinché i nostri pastori restino fedeli al Vangelo.
Preghiamo affinché i nostri pastori restino fedeli al Vangelo, confermandoci nella Fede.

Quando, durante il Sinodo, si è parlato di riconoscimento delle unioni omosessuali mi sono detto: “chi sono io per giudicare?”. Proprio io poi… e la Dottrina immutabile della Chiesa è stata la mia certezza ed è la mia ancòra.

Oggi, sembra che le cose cambieranno presto. La mia scelta – al di là di un rapporto con una persona sbagliata – è stata scegliere di vivere secondo gli insegnamenti della Chiesa. Oggi scopro con dolore che, forse, la mia scelta di vivere in castità e senza un compagno non mi è stata mai chiesta, e posso salvarmi anche vivendo la mia sessualità insieme ad un possibile compagno. Mi sono forse dunque sbagliato. Forse.

Preferisco però nonostante tutto portare avanti la mia scelta di amore e di rinunzia a trovare un compagno, anche un compagno un po’ migliore. Perché ho trovato il Compagno migliore di tutti e mi metto alla Sua sequela e così anche se la Dottrina, il prossimo Ottobre 2015 dovesse cambiare, continuerò a camminare da solo, in mezzo a milioni di persone che diranno che mi sono sbagliato e che nel rapporto omosessuale, nel vivere una sessualità omosessuale, c’è salvezza. Io credo che un giorno dovrò rendere conto a mio Padre dell’Amore che avrò donato durante la mia vita. E che solidarietà, sacrificio, rinunzia, sono non solo parole vuote, ma cariche di sangue e carne.

I miei titoli universitari sono stati riconosciuti, la mia vita sta ripartendo qui nella mia nuova amata terra d’elezione e il mio Signore continua ad essere accanto a me, ed io finalmente sono ritornato a casa, accanto a Lui. Ma chiedo a chi leggerà le mie parole una parola di benedizione fraterna, per un figlio di Dio, che desidera crescere nell’Amore.

Cara signora Stefania,

prima di di chiederLe un bacio, virtualmente mi permetta di baciarle la mano, mano di Donna, una donna che come Maria, ha saputo e continua ad amare i suoi figli; un marito che ha voltato le spalle, ma che Le ha donato un figlio, che anche essa ha ricevuto ai piedi di una croce, della Croce, anche lei, unigenito nonostante tutto e tutti li ai piedi della Croce, tutti i giorni continua e continuerà ad amare.

Grazie ancora di cuore.

Giuseppe
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3 pensieri riguardo “La storia di Giuseppe, eunuco per il Regno dei Cieli

  1. TI CONFERMO CARO FRATELLO CHE HAI FATTO LA SCELTA MIGLIORE, CHE NON TI SEI SBAGLIATO. SEGUI L’INSEGNAMENTO DI GESU’ E DI MARIA CHE TANTO AMANO I SUOI FIGLI.PER GESU’ OGNI FIGLIO CHE SI PERDE E’ UN DOLORE ATROCE CHE SOLO SUA MADRE COMPRENDE. TI CHIEDO CON FORZA CONTINUA A SEGUIRE GESU’ CHE E’ VIA VERITA’ VITA. CI SONO TANTI FRATELLI CHE SONO CON TE E PREGANO PER TE. UN ABBRACCIO D’AMORE. UNA FIGLIA DI GESU’ E MARIA.

  2. Cara Gina,

    Grazie di cuore per le Tue parole di incoraggiamento e per la carità che mi fai offrendomi le Tue preghiere e un meraviglioso abbraccio di amore. E’ vero senza amore non possiamo vivere, ma ancora di più senza l’Amore non una caricatura di amore, come purtroppo oggi se ne vedono tanti…. seminando apparenze di felicità e sovente solitudini cocenti colmate ancora da altri mezzucci e altre parvenze di ..felicità…. Nel mio nuovo Paese vi è una campagna aperta per il riconoscimento del matrimonio per le coppie monosessuali. Tutto attorno a me dice che io stò andando controcorrente. Ed io lo stò facendo. Cammino da solo.
    Lucia a Fatima disse: ” che ora è necessario che ciascuno di noi inizi a riformare se stesso spiritualmente. Ognuno di noi ha il dovere di salvare non solo se stesso, ma anche tutte le anime che Dio pone sul suo cammino”.“Il diavolo fa tutto quanto è in suo potere per distrarci e per allontanarci dalla preghiera; ci salveremo insieme o saremo dannati insieme.”
    Da soli Gina non si è Chiesa e non non ci si salva. La scelta quotidiana della Croce della rinuncia ad avere accanto un Amore autentico lacera, lacera la carne e il sangue scorre insieme alle lacrime.
    Lo so, dovrò camminare da solo, ma allora che gusto c’è a guadagnare il Paradiso per se stessi, solo per sé, senza la compagnia di chi abbiamo incontrato nel nostro cammino? No, Gina voglio portare con me altri… Ogni giorno per la persona che ho avuto accanto ..ma non vicino…continuo a pregare.
    Ma Oggi desidero Amore accanto a me, una famiglia, delle persone da amare e da cui magari essere un po’ amato. Ma che famiglia, affetti posso desiderare? Ho lasciato quello che pensavo fosse amore….ed invece era solo..un calesse.. La mia è una condanna alla infelicità? Che piani ha Gesu’? Cosa, come…cosa troverò nella terra di Canaan. Di sicuro i vitelli d’oro….non mi servono. Ma attorno a me il Nemico stringe il suo assedio irridendo la mia scelta di lasciare una condizione di peccato. Ma..qui prodest!! Quando anche la Chiesa ormai, anche il Suo Magistero dice, ti sbagli! Si può tenere il piene in due scarpe! Chi te lo ha fatto fare!…. possiamo fare come diceva quel comico citando Walter Veltroni..possiamo fare e avere: “e ed e….questo e…quest’altro!!”.
    Così oggi mi dico: Spero in Dio ANCORA potrò’ lodarlo, Lui salvezza del mio volto e mio Dio.

    Un abbraccio pieno di Amore ti metto nel palmo della Sua Mano…

    Giuseppe

    1. Condivido ogni parola :scelta ineccepibile, scelta ammirevole . Quello che occorre aggiungere è che non si tratta della sola soluzione possibile.

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